CASESTUFE
La ditta C.S. Case ecologiche e Stufe in maiolica, dal 1995 progetta e costruisce direttamente sul posto, a casa vostra, stufe ad alto rendimento alimentate a legna, calcolate e realizzate in funzione delle esigenze estetiche e della resa calorica richiesta dal cliente.

Non esiste un catalogo di modelli predefiniti, in quanto ogni stufa risponde a specifiche esigenze d'arredo el committente ed è quindi "unica".
Ci si può tuttavia ispirare alle foto di alcune stufe già costruite a vostra disposizione in queste pagine. La Ditta C.S. utilizza le pregiate maioliche della Ditta THUN che rappresenta esclusivamente nelle province di Novara, Verbania, Biella, mettendo a disposizione un maestro fumista autorizzato alla costruzione della Vostra stufa.

PREVENTIVI GRATUITI
Se pensate di costruire una stufa d'arredo ad alto rendimento termico, offriamo la possibilità di valutare, senza spese e senza impegno, un progetto e un preventivo inviando via e-mail (file dwg o dxf, o scansione tif), posta o fax:

* una pianta in scala o quotata del locale con l'indicazione di uno o più punti da Voi preferiti per la collocazione della stufa e la localizzazione della canna fumaria.
* una sezione o le altezze dei locali per calcolare il volume d'aria da scaldare.
* scegliere se la stufa sarà in maiolica, intonacata o mista.

CASE STUFE
architetto Lino Ferro
Via Gaggiolo 101
Oleggio - Novara
t. 0321.94810
e. info@casestufe.it

1. CALORE RADIANTE COS'E'
Il calore radiante è trasmesso per irraggiamento o meglio attraverso onde o energia elettromagnetica di varia lunghezza.
Il sole trasmette in questo modo il suo calore.
La misurazione della quantità di calore emessa da un corpo, è piuttosto complessa (leggi di PLANK e STEFAN/BOLTMAN) ; l'unica semplice certezza, il calore radiante è immediatamente e piacevolmente percepibile dal nostro organismo.

2. RAGGI INFRAROSSI COSA SONO
La radiazione infrarossa (IR) ha una frequenza più bassa del colore rosso nello spettro visibile dei colori.
La lunghezza d'onda degli infrarossi, è compresa tra 700 e 1 millimetro ( velocità della luce diviso la frequenza).
La radiazione è associata al calore in quanto, ogni oggetto reale, con temperatura superiore allo zero assoluto, emette spontaneamente radiazioni in queste frequenze.
Più queste onde si spostano verso i colori visibili (rosso) e più è percepibile il calore ( fino al rosso incandescente).
Gli infrarossi si dividono in (A) onde corte, (B) onde medie, (C) onde lunghe.
Il tipo (A) sono emessi da corpi con temperature sotto i 320 ° Celsius,
il tipo (B)e (C) invece, tra i 320° e i 1500° Celsius.
La metà dell'energia prodotta dal sole sulla terra è trasportata dai raggi infrarossi.
Da una stufa radiante vengono emessi infrarossi di tipo (A), (B), e  (C)
tra i 40° e i 900° Celsius. 

3. RAGGI INFRAROSSI E CORPO UMANO
La penetrazione dei raggi infrarossi di tipo B e C, stimola la circolazione sanguigna. Il calore trasmesso dal sangue e dal liquido linfatico penetra negli strati di tessuto più profondi.
Questa penetrazione in profondità è gradevolmente percepita dal nostro organismo.
Il benessere provocato dai raggi infrarossi, è studiato dai medici già da molto tempo.
L'influenza positiva è stata rilevata in attività fisiologiche molto complesse quali, il sistema immunitario ,il sistema cardiovascolare, la pressione sanguigna, le attività metaboliche e l'alimentazione dei tessuti.

4. PERCHE' RISCALDARE CON LA LEGNA
La legna è, dopo il sole, la fonte rinnovabile che permette di ridurre il CO2 (gas serra) su larga scala.
La legna ha costi di estrazione ridotti e costi di trasporto ancora più ridotti, considerato che i boschi  sono distribuiti su tutto il territorio Italiano.
La legna ricresce velocemente, 0,5 mc al secondo in Austria, in Italia oltre 0,9 mc al secondo.
La legna è un combustibile economico tra 11 e 16 €uro al quintale ( il costo dipende dall'essenza).
Aumentare il consumo di legna porta a nuovi posti di lavoro distribuiti sul territorio.
La legna, nella fase della raccolta costringe gli operatori a pulire il bosco con conseguenti vantaggi per la manutenzione delle nostre campagne.

5. LA SCELTA CORRETTA DELLA LEGNA
La legna da ardere deve avere una percentuale di umidità inferiore al 20%, una percentuale più alta riduce la temperatura di combustione e quindi la resa calorica delle stufe.
L'umidità oltre il 20% provoca emissioni nocive nell'ambiente durante la combustione.
Il tipo di legna non è importante, bisogna sapere solo che 10 kg. di pioppo occupano molto più spazio di 10 kg. di faggio e che la legna resinosa (larice, abete, pino, ecc.) sporca di più la canna fumaria, anche il castagno, ricco di tannino, deposita molta fuliggine nelle canne fumarie.
Per avere l'umidità inferiore al 20%, la legna deve avere almeno 18 mesi ( raccolta e spaccata un anno e mezzo prima del consumo).
L'ideale è bruciare la legna acquistata l'anno precedente, considerato che in Italia la legna è venduta a peso ( più è bagnata e più rende!!!!), di conseguenza viene raccolta e venduta.
La dimensione ideale nello spacco è di un triangolo con lati di circa 6/7 cm.

6. COSA C'E' DENTRO UNA STUFA
L'interno di una stufa ad accumulo è costruito interamente in materiale refrattario, con proprietà fisiche particolari, che permettono di accumulare il calore prodotto dalla combustione della legna.
L'impasto per ottenere refrattari adatti all'accumulo è costituito da chamotte di terra refrattaria, inerte e allumina o carbonati ( almeno il 40% ).
La struttura di una stufa ad accumulo, è costituita:  da una camera di combustione interamente in refrattario, con spessori di parete di 13 cm., e da un percorso del  fumo variabile a seconda della forma della stufa, con spessori di parete variabili tra 6 e 10 cm.
Il fumo scorre nei condotti e cede il suo calore alle pareti, che a loro volta lo cedono alla struttura esterna della stufa e in seguito all'abitazione.

7. ACCUMULO DEL CALORE
In seguito alla combustione ad alta temperatura (700°-1000°), che avviene in una camera di combustione interamente in refrattario, e in seguito al passaggio dei fumi, ancora molto caldi attraverso condotti calcolati,
L'accumulo del calore avviene all'interno della struttura in refrattario della stufa e rimane per almeno 12 ore.
Il segreto di questa notevole inerzia, è dovuto alla massa che raggiunge pesi di 10 – 12 – 16 e più quintali a seconda del calore necessario all'abitazione.

8. CONSUMI
I consumi di una stufa che scalda un appartamento di 100 mq. con isolamento medio e temperature esterne prossime allo zero, è di circa 25/30 kg. di  legna al giorno, suddivisa in due cariche da 12/15 kg. ogni 12 ore.
In questo modo, la temperatura interna all'abitazione rimane costante nell'arco delle 24 ore.
Aggiungere legna all'interno dell'intervallo delle 12 ore sarebbe uno spreco, la stufa rimane calda con temperature superficiali di 60/90 °.
Il calore accumulato all'interno della struttura in refrattario, scalderà lentamente ma costantemente gli oggetti e le mura della vostra casa.

9. COMBUSTIONE CORRETTA ED EMISSIONI DI CO2
Le fasi della combustione sono 3 :
FASE 1 : essiccazione totale del combustibile, la legna si riscalda e l'acqua presente nella legna evapora(100°).
FASE 2 : combustione energetica, gassificazione dei componenti.
La legna sprigiona con il calore gas ( carbonio e idrogeno) che si incendiano, portando la combustione ad alte temperature (600°).
FASE 3 : combustione della carbonella.
Dalla gassificazione fase 2 si produce la carbonella che, continuando a bruciare,  produrrà il 30% del calore totale e durerà a lungo nel tempo con temperature fino a 1000°
Se la temperatura della fiamma è troppo bassa, si produce un'alta concentrazione di polveri, di fuliggine e di monossido di carbonio(CO). Le cause possono essere, troppo poca legna, oppure troppo umida, oppure camera di combustione disperdente.
La corretta combustione prevede che la quantità di legna consigliata dal costruttore della stufa, venga caricata tutta in una volta, in modo da raggiungere la giusta temperatura di combustione e produrre il minimo di emissioni nocive.
L'equilibrio di emissione di CO2 si ottiene quando, durante la combustione della legna, si produce la stessa quantità di CO2 che la pianta produrrebbe se fosse lasciata marcire nel bosco.

10. PROGETTARE UNA STUFA
La progettazione della stufa ad accumulo coinvolge sia il cliente, che proporrà i gusti estetici e l'ingombro, sia il fumista che calcolerà la quantità di calore necessario all'abitazione o al locale da scaldare.
La progettazione estetica viene supportata da software con rendering tridimensionali, mentre il calcolo delle rese termiche e dei giri di fumo si effettua con software omologati dall'Istituto Austriaco di ricerca ( Osterreichischer Kachelofenverband ) al quale sono iscritti i fumisti dell'Associazione Italiana dei Costruttori di stufe (ASSOCOSMA ).
Nella fase di progetto è necessario valutare attentamente la posizione della stufa nei confronti della struttura portante della casa. Le stufe hanno pesi di 8 – 10 - 12 - - -18 quintali che devono essere distribuiti attentamente.

11. COSTI DELLA STUFE
Il costo di una stufa ad accumulo è costituito in gran parte dal materiale impiegato.
La costruzione della parte interna, che costituirà l'accumulo del calore, è la parte più consistente del peso ( 70% ).
La parte esterna può essere finita in maiolica o in muratura secondo le esigenze estetiche del cliente. La finitura in maiolica non aumenta la resa calorica ma sicuramente aumenta il prestigio della stufa e, purtroppo, anche il costo.
Con queste premesse si può stimare il costo di una stufa per un'abitazione di 100 mq. mediamente isolata, che potrà variare tra i 7.500 e i 10.500 €uro.

12. GARANZIA DI UNA STUFA
Ogni stufa ha 5 anni di garanzia sulla costruzione e su tutte le parti che la compongono senza nessuna esclusione.
Inoltre alla consegna della stufa viene rilasciato un certificato con le caratteristiche tecniche e le emissioni in atmosfera dei gas di scarico ( Norma EN 13384-1 ).
La presenza di un fumista vicino a Voi, sarà comunque la migliore delle garanzie.
Scegliete sempre il più vicino e naturalmente iscritto alla Associazione Nazionale (ASSOCOSMA)
che potrà assistervi con competenza e puntualità.

13. MANUTENZIONE DI UNA STUFA 
La manutenzione di una stufa ad alta resa consiste nella pulizia annuale della canna fumaria come le normative impongono per ogni impianto con scarico fumi.
La cenere presente nel focolare viene tolta 2 o 3 volte ogni inverno, lasciando sempre una base di 4/5 cm. di cenere per permettere alla brace di durare più a lungo.
La pulizia dei giri di fumo interni alla stufa, viene eseguita ogni 6/7 anni.
La parte strutturale non comporta manutenzione.
La parte estetica richiede qualche ritocco alle stuccature tra le piastrelle o qualche ritocco alle parti intonacate ogni 2/3 anni.

14. STUFE AD ACCUMULO PRONTE
Le stufe ad accumulo pronte sono prefabbricate, il montaggio sul posto dura una giornata.
Solitamente la loro massa ( circa 500 kg. ) è ridotta rispetto alle stufe costruite sul posto, ma hanno comunque una buona resa calorica, con spazi ridotti ( 65 x 65 x 175h ) e consumi di 6/7 kg. di legna ogni  8 ore, è prevista anche la chiusura dell'aria automatizzata.
Queste stufe non hanno bisogno di energia elettrica, muovono pochissimo l'aria e non necessitano di prese d'aria esterne.

15. AUTOMATISMI
E' possibile inserire nelle stufe ad accumulo degli automatismi di chiusura dell'aria comburente.
Questi sistemi regolano la portata dell'aria seguendo le fasi di combustione per ottenere il massimo della resa calorica.
Alla fine della combustione, la chiusura totale dell'aria permetterà alla struttura della stufa di trattenere il calore all'interno e cederlo lentamente all'ambiente.
Questi automatismi permettono di dedicare poco tempo alla gestione del riscaldamento, rimane a carico del cliente la carica e l'accensione che può sottrarre al massimo 6/7 minuti

16. CAMINI AD ACCUMULO
Il camino normalmente prevede l'ampia visibilità della fiamma con aperture in vetro ceramico.
La struttura, che contiene il focolare, è solitamente piuttosto leggera, con poco accumulo di calore.
L'esalazione dei fumi di combustione avviene a temperature ancora troppo elevate (300°/350°).
Queste caratteristiche riducono la resa e costringono a consumi di legna elevati con emissioni nocive nell'atmosfera.
Per ovviare a questi difetti, quando si vuole comunque mantenere l'estetica della fiamma, è possibile adottare alcuni accorgimenti come, impiegare camere di combustione rivestita di materiale refrattario, creare strutture di rivestimento del camino con maioliche o pareti refrattarie che accumulano calore, infine inserire giri di fumo, sempre in refrattario, calcolati in modo da ridurre lo spreco di calore del fumo di esalazione.
Con questi accorgimenti la resa calorica di un camino  ad accumulo, passa dal 20/30% di un camino consueto, al 50/60%.
Le stufe ad alta resa, per confrontare la resa calorica, raggiungono l'80/90%.

17. NUOVE PROSPETTIVE IMPIANTI INTEGRATI - SOLE – LEGNA -
  Ormai è sempre più frequente la richiesta di rendere autonome le abitazioni da combustibili legati a reti di distribuzione con costi fissi sempre più alti ( gasolio, metano, gpl ).
Sempre più frequentemente vengono richieste soluzioni per scaldare le abitazioni con fonti energetiche rinnovabili.
Le fonti rinnovabili facilmente disponibili, sono il sole e la legna.
La soluzione più economica e diretta è sicuramente il riscaldamento delle stufe ad alta resa, ma nelle abitazioni a più piani o con grandi dimensioni, a volte non basta.
Una buona soluzione per scaldare l'acqua calda sanitaria, è senza dubbio l'installazione di  un impianto a pannelli solari termici.
L'evoluzione  ha portato a fondere queste due fonti energetiche in impianti integrati che permettono di gestire il fabbisogno di calore, di raffrescamento e di acqua calda sanitaria.

Alcune Ditte Austriache hanno prodotto impianti molto sofisticati, che prevedono l'utilizzo di una stufa radiante ad altissima massa di inerzia (38-45 q.li) con uno scambiatore aria-acqua, che porta il calore intrappolato dalla massa calda, nel boiler di accumulo.
A sua volta il boiler di accumulo è collegato con pannelli solari termici che catturano calore dal  sole .
L'impianto è caratterizzato da scambiatori di calore molto efficienti, ed è gestito da una centralina elettronica, l'unica incombenza è accendere la stufa quando il sole non c'è e la temperatura nell'accumulo è insufficiente al fabbisogno dell'abitazione.
Questo impianto fornisce acqua calda sanitaria ( 45° )istantanea e acqua a bassa temperatura (30°-45°) per il riscaldamento radiante a pavimento o a soffitto o a parete.
Il costo di esercizio annuo è bassissimo, circa 600 €uro di legna per un appartamento di 100 mq.
di classe B, con tre persone.
Il costo di costruzione è ancora un po alto circa 35.000 €uro ( compreso riscaldamento a pavimento). Ma già attualmente, se paragonato al costo del metano, si ammortizza in 10/12 anni.

Alcune Ditte Italiane invece, hanno messo a punto un impianto con stufa radiante, collocata in posizione baricentrica all'abitazione, più, piccola pompa di calore (500/750 watt), più, boiler di accumulo, più, pannelli solari termici.
La stufa radiante non viene sminuita della sua potenza, ma viene sfruttata l'energia imprigionata nello zoccolo  e, con l'aiuto della tecnologia delle pompe solari, portata nel boiler di accumulo alla temperatura necessaria.
Quindi, anche in questo caso, sarà una centralina elettronica a decidere se prendere il calore  dalla stufa o dai pannelli solari.
L'impianto fornisce acqua calda sanitaria a 45°, acqua calda a 30°-45° per il pavimento radiante, inoltre, la pompa di calore può fornire acqua fresca 15°-18° per raffrescare il pavimento nei mesi estivi.
Il costo di esercizio annuo è di circa 850 €uro per un appartamento di 100mq. con tre persone.
Il costo di costruzione è di circa 30.000 €uro (compreso impianto di riscaldamento a pavimento).
Anche questo impianto, se paragonato al costo di un impianto a metano, si ammortizza in 10/12 anni.